Andrea Agnelli Juventus

10 dichiarazioni di Andrea Agnelli

10. Sulla nuova stagione. “Siamo una squadra più giovane rispetto al passato e ne siamo felici. Siamo reduci da un anno di cambiamenti a livello tecnico e sportivo, ma così come per il cantiere dello stadio, anche in campo saremo pronti velocemente. La squadra lavora in armonia, c’é voglia di fare bene e i tifosi hanno capito il momento. Che non è difficile, ma solo di amalgama.”

9. Sulla scorsa stagione. “Io ho smesso a un certo punto di contare i vari record negativi della storia della Juventus che abbiamo raggiunto l’anno scorso.”

8. Sull’esposto della Juve alla FIGC. “L’esposto che abbiamo presentato è molto dettagliato e a nostro giudizio fondato. Non chiede parità di trattamento, ma è un esposto molto preciso sulla revoca di uno scudetto. Da questo punto di vista siamo fiduciosi, vista la motivazione che abbiamo portato avanti, di avere un risultato positivo. Se giuridicamente sarà dimostrata la correttezza della società nei vari procedimenti che sono ancora aperti, sicuramente valuteremo la riassegnazione dei titoli.”

7. Sull’Inter e Moratti. “Da parte mia è molto sereno questo rapporto tra Inter e Juventus. Sulla base delle nuove intercettazioni anche l’Inter ha compiuto e ha avuto delle telefonate. Moratti dovrebbe cominciare ad imparare a gioire delle sue vittorie. Quelle della Juve sono state tutte meritate sul campo.”

6. Su Del Piero. “Se penso al giocatore con il quale identificare la Juventus, penso a quando avevo 16/18 anni e ho cominciato a seguire la squadra in maniera autonoma. C’era già Alessandro Del Piero, quindi credo che da subito, forse per una ragione di coetaneità, ho pensato ad Alessandro come il giocatore che rappresentasse la Juventus. Oggi ha una storia ventennale all’interno della Juventus e lui la Juventus la rappresenta.”

5. Sulla Triade. “Credo che loro abbiano vissuto un momento di profonde trasformazioni del mondo del calcio e abbiano avuto un’enorme capacità d’innovazione e un’efficienza nel rispondere a qualsiasi esigenza.”

4. Su Giraudo. “Io sono cresciuto con lui, è più di un amico, è come un secondo padre e quindi gli affetti vanno sempre sopra tutto.”

3. Su Moggi. “È un intenditore sopraffino di calcio e sapeva scegliere i collaboratori migliori. Nel periodo che ha lavorato da noi, e anche prima, è stato sicuramente uno dei più grandi operatori a livello continentale del mercato.”

2. Su Calciopoli. “C’è stata una giustizia sportiva sommaria, perché dettata da tempi ristretti. In due settimane di discussione non si è avuta nemmeno la possibilità di leggere tutti gli incartamenti.”

1. Sull’incarico da Presidente. “Per me la Juve è amore e passione. Ho accettato questa sfida, perché sono convinto di poter fare grandi cose per lo sviluppo della società e della mia squadra del cuore. La storia della mia famiglia è sempre stata legata a questi colori e a questa maglia: sono ben 84 anni che Agnelli è sinonimo di Juve. Potete immaginare quanto io sia fiero ed orgoglioso di poter dare il mio contributo per la mia Juve.”

 

Giornalista pubblicista, scrive di cultura e intrattenimento per testate su carta e online. Da freelance si occupa di uffici stampa e comunicazione per artisti, associazioni, istituzioni e imprese. Lavora come consulente nell’ideazione, progettazione e gestione di eventi in ambito culturale. È esperto di social media management e web copywriting.

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